
Un gigante degli oceani, costruito con i rifiuti dell’uomo
Il Capodoglio Giovanni è una scultura monumentale che riproduce fedelmente, in grandezza naturale, un vero esemplare di capodoglio del Parco Pelagos, l’area marina protetta che si estende tra Italia, Francia e Monaco.
Realizzato con 4.000 cartoni di poliaccoppiato, il materiale usato per il confezionamento di liquidi come latte e succhi di frutta, l’opera è un monito visivo sull’inquinamento marino e sul drammatico impatto dei rifiuti plastici nei nostri oceani.
Attraverso l’uso di materiali di scarto non riciclabili, l’artista Edoardo Malagigi traduce in forma artistica un problema globale: l’equilibrio del nostro ecosistema è in pericolo, e l’inquinamento dei mari è una delle principali minacce alla biodiversità.
Una creazione collettiva: arte e partecipazione
Oltre a essere un’opera d’arte, il Capodoglio Giovanni è anche il frutto di un processo collaborativo. 15 volontari provenienti da tutto il mondo hanno contribuito alla sua realizzazione, lavorando per tre mesi per portare a termine il progetto. Il lavoro collettivo ha trasformato l’opera in un simbolo di impegno e consapevolezza ambientale. Attraverso l’atto concreto di costruire con materiali di scarto, i volontari hanno dato vita a un’esperienza partecipativa che incarna i principi della sostenibilità e della rigenerazione creativa.
Materiali e tecnica: il valore del poliaccoppiato
L’anima strutturale dell’opera è realizzata con tondini di ferro, che ne garantiscono la stabilità. La superficie esterna, invece, è composta interamente dalla parte in alluminio dei cartoni di poliaccoppiato, un materiale difficile da riciclare ma estremamente versatile dal punto di vista artistico.
Attraverso la sua scelta dei materiali, Malagigi evidenzia una contraddizione chiave del nostro tempo: il poliaccoppiato è una combinazione di cellulosa, plastica e alluminio, un materiale “intelligente” per la conservazione dei liquidi, ma problematico per l’ambiente a causa della sua difficile riciclabilità.
In questo modo, Capodoglio Giovanni non è solo un’opera d’arte, ma anche una provocazione: può la creatività aiutarci a ripensare il nostro rapporto con i materiali e il loro ciclo di vita?
Un messaggio per il futuro
L’inquinamento marino è una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi. Ogni anno, milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, mettendo in pericolo la fauna marina e alterando gli ecosistemi. Il Capodoglio Giovanni ci ricorda che gli oceani non sono discariche, ma riserve di vita che dobbiamo proteggere.
La scelta di rappresentare un capodoglio, una delle creature più affascinanti e maestose del mare, è simbolica: questi cetacei sono tra le vittime principali dell’inquinamento marino, spesso trovati spiaggiati con lo stomaco pieno di plastica.
Attraverso quest’opera, Edoardo Malagigi trasforma un’icona della natura in un manifesto artistico di sensibilizzazione, un invito a cambiare le nostre abitudini prima che sia troppo tardi.
