Da oltre cinquant’anni, Edoardo Malagigi dedica la sua vita all’intersezione tra arte, design e attivismo. Nato in Italia, ha sviluppato una carriera che lo ha reso uno dei principali interpreti del rapporto tra materiali di scarto e creatività. Con la sua opera, Malagigi ci insegna a vedere il potenziale in ciò che molti considerano inutilizzabile: i rifiuti.
Le sue sculture, realizzate con materiali di “scarto” della nostra quotidianità non sono solo oggetti di grande impatto visivo. Ogni opera è un manifesto che denuncia le conseguenze dell’inquinamento e della crisi climatica. Malagigi da nuova vita a ciò che consideriamo rifiuto creando animali estinti e in via di estinzione per raccontare storie di speranza, ma anche di responsabilità.

“I rifiuti non esistono.”
Edoardo Malagigi
Questo è il principio che guida il suo lavoro. Per Malagigi, il concetto stesso di “rifiuto” è una costruzione culturale: ciò che buttiamo via può rinascere, trasformandosi in arte e stimolando una nuova consapevolezza collettiva.
Malagigi non si limita a creare opere: è un promotore del cambiamento. Ha collaborato con scuole, enti pubblici e comunità locali in tutto il mondo per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sostenibilità e del riutilizzo creativo dei materiali. I suoi laboratori e progetti educativi sono un’estensione naturale del suo lavoro artistico, perché per lui l’arte è uno strumento per ispirare azioni concrete.
Attraverso il suo linguaggio visivo unico, Edoardo Malagigi ci invita a ripensare il nostro rapporto con il pianeta. Ogni sua opera è un invito ad abbracciare un futuro più sostenibile, in cui nulla viene sprecato e tutto può essere trasformato.
