GRIGIO

Pinocchio è il simbolo della bugia, e mai come oggi ci troviamo immersi in un mondo di autoinganni. Questo piccolo pinocchio ci costringe a riflettere su una delle più grandi illusioni del nostro tempo: l’inesauribilità delle risorse naturali e che l’accesso a queste ultime sia facilmente consentito a tutti.

Questa scultura, realizzata con filtri esausti delle brocche d’acqua, affronta il tema cruciale del consumo d’acqua e del massiccio utilizzo di plastica per l’acqua imbottigliata. Ogni giorno, milioni di bottiglie di plastica vengono prodotte e disperse nell’ambiente, mentre il sistema delle brocche filtranti – spesso percepito come una soluzione più ecologica – genera comunque rifiuti, i filtri, che raramente vengono recuperati.

Ma ciò che gettiamo è davvero inutilizzabile? O è solo un’altra bugia?

Una riflessione sul nostro rapporto con le risorse

Viviamo in un’epoca in cui la domanda di risorse naturali aumenta di anno in anno, mentre la loro disponibilità si riduce drasticamente. Ogni anno, il mondo entra in deficit ecologico sempre prima, raggiungendo con maggiore anticipo l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui esauriamo tutte le risorse biologiche che la Terra può rigenerare in un anno.

Se continuiamo a cercare nuove risorse senza prima utilizzare meglio quelle che abbiamo già, non solo alimentiamo un ciclo insostenibile, ma neghiamo la realtà di una crisi che è sotto gli occhi di tutti. Chi afferma il contrario mente – e proprio come Pinocchio, le bugie prima o poi si rivelano.

L’opera ci invita a guardare oltre la nostra abitudine al consumo lineare e a scoprire il valore delle materie prime seconde (MPS): materiali di scarto che, se recuperati e trasformati, possono essere reimmessi nel ciclo produttivo come nuove risorse.

Le bugie hanno le gambe corte. E nell’era digitale ancora di più.

Nel mondo iperconnesso di oggi, negare l’evidenza della crisi ambientale è impossibile. I segnali sono ovunque: siccità, inquinamento, cambiamenti climatici irreversibili. Chi continua a ignorare queste emergenze mente prima di tutto a sé stesso.

Pinocchio, con il suo naso lungo e il suo corpo fatto di filtri usati, diventa un monito: non possiamo più permetterci di credere alle bugie che ci raccontiamo ogni giorno. L’unica strada possibile è fare buon uso di ciò che già abbiamo, valorizzando ciò che esiste anziché inseguire nuove risorse in luoghi sempre più inaccessibili e fragili.