PINOCCHIO DI PINOCCHI

Pinocchio di Pinocchi è un omaggio e una riflessione sulla cultura del riuso e della produzione artigianale. Questa scultura monumentale nasce dagli scarti di lavorazione delle aziende del Lago D’Orta, che da generazioni producono il celebre burattino in legno. Gli scarti sono stati raccolti dall’azienda Mastro Geppetto, dando nuova vita a quei pezzi che, a causa di imperfezioni, sarebbero stati destinati allo smaltimento.

Il risultato è un Pinocchio alto 5,70 metri, un gigante dell’immaginario collettivo, che riproduce in grande la forma del popolare gadget della fine dell’800. L’interno è in polistirolo tornito, mentre la struttura è articolata in 5 pezzi, permettendo alla scultura di assumere diverse pose: seduto, in piedi, in corsa o che cammina.

Ma Pinocchio di Pinocchi è molto più di una scultura: è un simbolo della dispersione delle risorse e della possibilità di ridare valore a ciò che viene considerato difettoso o inutilizzabile.

Riflessione sul significato e sui materiali (2023)

A più di un decennio dalla sua creazione, Pinocchio di Pinocchi continua a interrogare il rapporto tra arte, materiali e sostenibilità. Edoardo Malagigi invita a una riflessione sull’equilibrio tra impatto ambientale e forza del messaggio artistico.

Per dare un significato compiuto a un’opera, pur sapendo che essa non è altro che una metafora, credo che si debbano considerare alcune questioni. Difficile è misurare la portata delle metafore che sostanziano le opere artistiche, ma ciò non deve esentare da una riflessione sull’energia e la forza del messaggio di cui questa scultura si fa portatrice.”

L’opera è realizzata con materiali di recupero, ma la sua struttura interna in polistirolo pone interrogativi sull’uso dei materiali. Se concepita oggi, la scultura sarebbe probabilmente realizzata con materiali cellulosici di riuso, facilmente riciclabili, in linea con il percorso di ricerca artistica maturato da Malagigi negli ultimi anni.

Questa riflessione non vuole negare il valore dell’opera originale, ma sottolinea l’evoluzione della consapevolezza ambientale e l’importanza di una costante ricerca su soluzioni sempre più sostenibili.

L’importanza della memoria visiva

Malagigi pone l’accento su un aspetto fondamentale dell’arte: la sua capacità di catturare l’attenzione e imprimersi nella memoria. Un’opera deve avere il potere di affascinare e lasciare un segno nella retina dell’osservatore per diventare un veicolo di consapevolezza.

L’obiettivo di Pinocchio di Pinocchi è proprio questo: stimolare una presa di coscienza attraverso la forza della sua immagine. Senza il fascino e il potere evocativo di una scultura così imponente e riconoscibile, la riflessione sulla dispersione delle risorse e sul valore del recupero rischierebbe di passare inosservata.